lunedì 7 ottobre 2013

Fernando Botero a Parma


VENERDI 25 OTTOBRE ORE 15.00


Ore 15.00 :  Visita guidata  al Parco Ducale di Parma.
                    
Ore 16.15 :  Visita guidata al Palazzetto Eucherio Sanvitale (all'interno
                     del Parco Ducale;

Ore 16.45 :  Visita guidata al giardino privato dell' Antica Cereria accolti
                    dalla proprietaria.

Ore  17.15 :  Merenda all'Antica Cereria.

Ore   18.00 : Visita alla Mostra di Botero.

Ore    19.30 : Fine e rientro

Contributo per partecipante : 15 € (tutto compreso, esclusa la Mostra di Botero).
Iniziativa riservata ai soci di Arte in Orto.
Prenotazione obbligatoria entro lunedì 21 ottobre (ainorto@gmail.com)
La gita si fa anche in caso di maltempo

A farci da guida accompagnatrice : Angela Zaffignani
Ideatrice del “birdgarden” in Italia cui  arrivata visitando i giardini del National Trust in Inghilterra per imparare l’arte inglese del giardinaggio naturale ricco di suoni, colori, uccelli, farfalle, libellule e altre splendide creature. E’ autrice del libro “Birdgarden” Mattioli 1885, tradotto in diverse lingue.  In Italia ha realizzato birdgarden pubblici e privati.  Nella città di Parma, dove vive, ha ideato e promosso una serie di iniziative culturali legate al tema del verde tra cui “Giardini Aperti”, rassegna che ogni anno apre alla visita alcuni prestigiosi giardini privati di Parma, e “Il Verde si Legge”, evento che promuove letture di prosa e poesia sul tema della “natura” negli angoli segreti del verde urbano. Giornalista pubblicista, collabora a quotidiani e riviste del settore  
Parco Ducale
Il Giardino Ducale che si presenta ora in aspetto settecentesco, fu però ideato da Ottavio Farnese, duca di Parma e Piacenza, verso il 1560, che ne fece il parco di una villa a sua volta ottenuta da un’antica pusteria, con siepi di rosmarino e mirto, querce, platani e abeti, alberi da frutta e ortaggi, oltre a moltissimi agrumi in vaso, ricoverati d’inverno in capanni riscaldati, peschiere e boschetti.
A metà del Settecento, per volontà del Duca Don Filippo di Borbone, intervenne la decisione di restaurare integralmente il Giardino di Corte.
Incaricato di ciò doveva essere l’architetto parigino Costant d’Ivry, che inviò da Parigi alla Corte di Parma più di un progetto.
In seguito al giovane Ennemond Alexandre Petitot (1721-1801) veniva affidato l’incarico di realizzare l’opera e di ripensare il disegno.
Dopo alcuni anni il giardino fu pronto per ospitare di nuovo parte dei festeggiamenti per le nozze ducali.
Passato al Comune dopo l’unità nazionale, il parco fu aperto alla cittadinanza.

Palazzetto Eucherio Sanvitale
Si ritiene che un religioso fiorentino, Monsignor Benedetto Accolti, abbia commissionato l’edificio ad un architetto parmense dell’ambito dei da Erba o dei d’Agrate.
Dopo il passaggio alla famiglia Sanvitale, il duca Ottavio Farnese acquistò l’edificio (1560-70) per annetterlo al giardino di corte che andava costituendo. La palazzina nacque perciò coi caratteri dell’edificio residenziale, circondata da un giardino rinascimentale all’italiana.
Il fascino del Palazzetto risiede nella sua struttura geometrica e simbolica.
La pianta quadrilatera, movimentata da quattro torri angolari raccordate dai lati est ed ovest da due loggiati con cinque arcate per parte su colonne di ordine tuscanico, evoca esempi lombardi e toscani ma, per la singolare regolarità e la disposizione ortagonale degli ambienti, sembra anticipare formule palladiane.
I diversi proprietari del Casinetto attribuirono all’edificio, nel corso del tempo significati e funzioni differenti : di questi passaggi si possono cogliere alcune tracce nei resti delle decorazioni interne (Sala del Parmigianino, Sala del Velario, Cappella della Vergine, Salone Centrale, Sala dei Paesaggi e Sala del pergolato).

Giardino dell’Antica Cereria
Dalle parti del Monastero di Santa Teresa a metà ‘700 non c’è incompatibilità tra ecologia e attività produttive. Du Tillot decide di addossare un quartiere artigianale ai venti ettari di Real Giardino e consuete protesi verdi: giardino all’italiana e tepidarium (serra non riscaldata).
In zona scorre il Naviglio del Taro e la Reale Fabbrica di maioliche e vetri come la vicina cereria possono sfruttare la forza motrice delle sue acque che poi confluiscono nel torrente.
Tra le due l’ultima a emigrare è la manifattura di candele steariche di cera comune, anche sapone per la precisione, attiva fino a pochi anni fa.
Al suo posto ora il ristorante e una residenza (quella che andremo  a visitare) che attraverso i finestroni di salotto e cucina dà su un adorabile giardino. La conversione abitativa è degli anni novanta quando la famiglia Cattani (attuale proprietaria) con il coraggioso progetto di Gualtiero Gambigliani Zoccoli decide di ristruttare la vecchia cereria utilizzando per lo più i materiali originali. Dal tetto si lancia ancora la ciminiera a pianta quadrata unica nel suo genere e perciò tutelata dalla Soprintendenza.

Botero a Parma
Mostra d’arte contemporanea internazionale
Palazzo del Governatore
Lo sguardo sul mondo di Fernando Botero, con le sue inconfondibili volumetrie sproporzionate e le sue forme esagerate arriva nel cuore della città ducale. Un occasione più unica che rara di poter ammirare a Parma 47 opere in gesso del famoso artista di origine colombiana che rappresentano un riassunto della produzione artistica dell’autore dal 1973 ad oggi e che finora sono state esposte solo una volta. Di un materiale fragilissimo e di un bianco lucente, i gessi di Botero sono le vere e proprie essenze di ogni sua scultura.
Avremo modo anche di ammirare due “monumentali” in bronzo dal titolo “donna distesa” e “il ratto d’Europa” posizionati in città.